27 apr 2011
“Nessuno può dire che un regime autoritario sia migliore di un sistema libero”
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Da Repubblica del 26 Aprile 2011 – Per Italo Bocchino, vicepresidente di Fli, il 25 aprile «è la festa di tutti gli italiani, la festa della democrazia».
Il partito di Fini vive per la prima volta le discussioni e le polemiche sulla Liberazione. Lo fa senza metterne in dubbio il significato storico e politico. Con qualche eccezione e con l’occhio sempre rivolto ai vecchi amici del Pdl.
«Solo chi vuole tenere vivo il pericolo comunista interpreta il 25 aprile come un momento di divisione», spiega Bocchino. Riferendosi a Berlusconi.
Chi viene da una cultura postfascista invece accetta la ricorrenza?
«Oggi sì. C’è stata, negli anni passati, la lunghissima coda della guerra civile. Lo schematismo della frattura tra fascisti e antifascisti, la specificità italiana intrisa di ideologie. Ma dopo la caduta del Muro di Berlino si celebra tutti assieme la data di nascita della democrazia. È il messaggio che il presidente della Camera ha voluto portare in Afghanistan nella visita di ieri: i nostri militari combattono per la democrazia anche in un posto lontano del mondo. E così festeggiano il loro 25 aprile».
Quand’era più giovane avrebbe detto le stesse parole? O quel giorno preferiva far finta di niente?
«Non era una data sentita da chi ha la mia storia. Molti di noi vengono da esperienze familiari che ci impedivano di considerare la Liberazione una festa. Per mio padre era il giorno della sconfitta, altro che festa. Poi anche lui ha maturato una diversa consapevolezza apprezzandone i pregi. Sono cresciuto negli anni della contrapposizione ideologica e il 2 giugno era più sentito. Ma da Fiuggi in avanti la destra repubblicana che abbiamo in mente considera il 25 aprile un momento fondamentale».
Il suo collega Fabio Granata sostiene che non unisce e non unirà mai gli italiani.
«Quella di Granata è probabilmente una provocazione. Il sentimento unificante, dice lui, si ritrova più nella nascita della Repubblica perché il Paese è ancora troppo diviso. Figuriamoci, c`è ancora chi chiede il voto contro i comunisti. Ma Fli ha ben poche perplessità ri spetto alla Liberazione. Poi, ognuno è libero di avere la sua opinione».
Il 25 aprile non è solo festa di democrazia. E’ la data che segna la fine del fascismo e della dominazione nazista.
«Non ho problemi a sottolineare questo aspetto. Nel mio libro mi definisco addirittura antifascista. Quel regime ha fatto più danni a noi giovani di destra che ad altri. Ci ha costretti in un recinto da cui abbiamo faticato a liberarci. La nascita della democrazia segna il superamento della dittatura. E nessuno può dire che un regime autoritario sia migliore di un sistema libero».
In democrazia sono comprensibili i fischi al ministro La Russa?
«Le contestazioni contro chi rappresenta le istituzioni non aiutano e non servono. In questo caso mi sento di dire: povero La Russa.Il ministro viene visto come chi rappresenta la linea di divisione costante, di ricerca spasmodica di episodi che spaccano il Paese invece di tenerlo unito».
Berlusconi?
«Certo, lui. Il premier non può permettersi di celebrare il 25 aprile perché vuole che rimanga il più possibile di parte. Tanto più è di parte, tanto più si legittima l`esistenza di uno scontro permanente. Contro tutti».
Le scritte naziste e i manifesti fascisti non sono il segno che anche un pezzo di Italia considera la Liberazione una ricorrenza di parte?
«Sono rigurgiti di minoranze inesistenti e ininfluenti. Ma le istituzioni devono emarginarle con i fatti non solo aparole. Il candidato di una lista di sostegno a Lettieri, aspirante sindaco di Napoli, ha festeggiato il compleanno di Hitler. In questo caso il problema non è la testa calda ma chi questa testa calda la mette in lista».
Tag: Fli, italo bocchino, repubblica
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Il capogruppo




on. caro non vuol capire che è suonato il campanello, la ricreazione è finita. On.Bocchino, prendetevi per mano con Grisuglio, ... »