30 nov 2011

Ora l’Italia investa su giovani, donne e ceto impiegatizio

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I dati diffusi dall’Ocse, che tagliano la previsione sul Pil con l’Italia in recessione già nel 2012 e l’aumento della disoccupazione nei prossimi anni, sono un campanello d’allarme che noi avevamo già evidenziato in tempi non sospetti, quando ancora ci raccontavano che l’Italia sarebbe uscita dalla crisi meglio di altri paesi.

Ora il governo Monti dovrà dimostrare di essere all’altezza della situazione, dando all’Europa le risposte che aspetta da tempo. Noi crediamo che sia arrivato il momento di affrontare le riforme con coraggio e determinazione.

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18 nov 2011

Governo Monti, intervento alla Camera dei Deputati

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Intervento alla Camera dei Deputati del Vicepresidente di Futuro e Libertà, Italo Bocchino.

Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, noi di Futuro e Libertà per il Terzo Polo cominciamo con un sentito ringraziamento al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per aver condotto questa crisi con grande saggezza e aiutato l’Italia oggi ad avere un Parlamento che si interroga e si confronta con un Governo particolarmente autorevole.

Ringraziamo lei, professor Monti – visto che preferisce esser chiamato così – per la credibilità internazionale che la sua figura porta immediatamente al Governo del Paese, per il tatto con cui si è approcciato nel confronto con la politica, e che ci ha fatto capire che è vostra intenzione non apparire tecnocrati che commissariano la politica, ma delle intelligenze riconosciute a livello nazionale ed internazionale che aiutano la politica in un momento in cui è richiesta una forte convergenza per far uscire l’Italia dalla crisi.

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15 nov 2011

Intervento a Porta a Porta

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“Garantisco il totale sostegno dei parlamentari di Futuro e Libertà sostenendo il governo Monti fino al 2013, non un governo di tecnocrati che commissaria la politica, bensì un governo di tecnici competenti a sostegno della politica.

Sottolineo il necessario coinvolgimento dei politici nel progetto di risanamento come garanzia di attuazione del programma e di responsabilità politica per il dopo Monti, con una nuova legge elettorale e un bipolarismo più virtuoso che ci vedrà maggiormente protagonisti”.

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08 nov 2011

La maggioranza non esiste più, dimissioni e poi ricostruzione

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Berlusconi prenda atto che la maggioranza non esiste più. È arrivato il momento per il presidente del Consiglio di salire al Colle per rassegnare le dimissioni e lasciare che il Paese si salvi con un governo di ricostruzione nazionale aperto a tutte le forze presenti in Parlamento, nessuno escluso.

Non c’è tempo da perdere e qualsiasi altro escamotage per tenere in vita questo esecutivo sarebbe un’offesa all’Italia e agli italiani.

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07 nov 2011

Berlusconi rassegni le dimissioni per evitare un lunedì nero

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I più stretti collaboratori di Berlusconi gli hanno correttamente rappresentato la realtà dei numeri alla Camera, facendo emergere il venir meno della maggioranza in Parlamento, tutto ciò mentre l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale hanno messo sotto tutela un grande e ricco paese come l’Italia.

È evidente che si è conclusa una stagione e sarebbe auspicabile che Berlusconi rassegnasse le dimissioni entro domani sera per evitare un lunedì nero alla riapertura dei mercati.

Con un gesto di responsabilità è evidente che poi spetterebbe a lui indicare una soluzione che la saggezza del Capo dello Stato potrebbe far condividere ad un’ampia maggioranza parlamentare capace di varare le riforme urgenti che servono all’Italia.

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01 nov 2011

I mercati continuano a bocciare Berlusconi, si accetti Governo di ricostruzione

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Il Paese é in seria difficoltà e i dati allarmanti che arrivano dai mercati dovrebbero far riflettere ministri e parlamentari della maggioranza che, pur difendendo in pubblico il presidente del Consiglio, sanno bene che l’Italia ha bisogno di scelte coraggiose e di riforme strutturali piuttosto che del ‘tirare a campare’”. Lo scrive il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, sulla sua pagina Facebook.

“A questo punto tocca proprio agli esponenti della maggioranza accogliere il nostro invito e aprire a un governo di ricostruzione nazionale, perché è chiaro che Silvio Berlusconi ha deciso di terminare la sua esperienza politica trascinando il Paese nel baratro, cosa che sia gli italiani sia gli osservatori internazionali hanno capito da tempo. È arrivato il momento di stringerci come italiani e di rimboccarci le maniche per dimostrare all’Europa che siamo ancora all’altezza di sedere al suo tavolo”.

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