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Non esiste "allarme Lega" |
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Non c'e' nessun allarme Lega nel Popolo della Liberta'. Quando un alleato vince bisogna essere contenti, quando un alleato recupera un voto che il proprio partito rischia di perdere, bisogna esser contenti ed interrogarsi del perche' cio' sia accaduto. Dalla Lega io non vedo nessun pericolo e non condivido l'editoriale di ieri del magazine di Farefuturo (in cui Filippo Rossi chiede al Pdl di 'battere un colpo' per evitare di 'morire tutti leghisti', ndr), cosi' come non lo condivide il segretario generale della Fondazione (Adolfo Urso). |
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Con Presidenzialismo serve maggioritario |
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Il presidenzialismo con il proporzionale esiste solo in Sud America e in Israele, dove ha dimostrato di funzionare malissimo. Difendere l'attuale legge elettorale e' possibile nell'attuale contesto di Repubblica parlamentare. Nelle repubbliche presidenziali, si pensi a Francia e Usa, il Parlamento viene eletto con il maggioritario, anche per garantire una forza maggiore al Parlamento nella dialettica con l'esecutivo, attraverso un meccanismo di elezione che non si svolge solo all'interno delle segreterie dei partiti, ma necessita di un consenso popolare da ottenere nel singolo collegio. Un modo anche per garantire maggiormente la liberta' del parlamentare, che non puo' non tener conto dell'umore del proprio elettorato ogni qual volta si esprime in Parlamento. |
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Con Fini per il Presidenzialismo. Da sempre |
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Su Fini e il presidenzialismo nelle ultime settimane si è ingenerato qualche equivoco e forse ciò non è accaduto per caso ma per la malafede di qualche commentatore. Che il leader della destra italiana sia il più convinto assertore dell’elezione diretta del presidente della Repubblica è lapalissiano, ma nonostante ciò qualcuno ha giocato a far credere che avesse cambiato idea. Tutto è accaduto perché interpellato alcune settimane fa sulla possibilità di dar vita a una riforma presidenzialista ha risposto dicendo che sicuramente si tratta del miglior sistema istituzionale, ma che in quel momento appariva difficilmente percorribile. Tale affermazione di Fini va valutata con due particolarità, la prima che parlava antecedentemente alle elezioni, quando in Parlamento non c’erano le condizioni che il voto regionale ha creato, la seconda è che il suo parere era quello del presidente della Camera, che nell’esprimersi non può non tener conto delle posizioni di maggioranza e opposizione. |
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Casini faccia scelta di campo |
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Pierferdinando Casini dopo la rottura con il Pdl del 2008 ha vinto la difficile battaglia per la sopravvivenza. Ha fatto una scelta difficile e coraggiosa, andando da terzo incomodo al voto in un paese sempre più bipolare. Per tre volte di seguito ce l’ha fatta, alle politiche bene, alle europee meglio e alle regionali così così. Adesso non può esimersi dal fare una scelta, altrimenti rischia di apparire come un tennista che anziché giocare da una parte o l’altra del campo pretende di giocare seduto sulla rete. A questo si aggiunga che i terzi incomodi nei sistemi bipolari occidentali non brillano e ne è prova il risultato francese di Francois Bayrou. |
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