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Non siamo i soli a volere un Pdl “liberamente” plurale

Questo week-end avrà il battesimo ufficiale la Fondazione Liberamente, ideata da Franco Frattini, Maria Stella Gelmini e Mario Valducci. Siamo convinti, aldilà delle fisiologiche differenze, che sia un’iniziativa positiva, che aiuterà il Popolo della Libertà e che renderà il nostro partito finalmente plurale, con un dibattito interno e quindi un partito più democratico e libero. Crediamo che progetti come “Liberamente” costituiscano una diversificazione all’interno del correntone berlusconiano ma anche e soprattutto un modo per avvicinare tanta gente nuova al grande progetto del Pdl, così come stiamo facendo noi con Generazione Italia.

 
Soppressione delle Province. Passiamo dalle parole ai fatti

E alla fine saltò anche il taglio delle mini-province inserito nella Carta delle Autonomie all’esame della Prima Commissione della Camera.
La cronostoria della non abolizione delle Province è ormai conosciuta da tutti e di certo la classe politica italiana – e in particolare il Pdl – non sta facendo una bella figura.
Nel programma del Pdl c’è scritto che bisogna abolire le Province inutili. Noi di Generazione Italia crediamo che ad essere inutile sia l’Ente Provincia in quanto tale. Quindi vanno abolite tutte le Province. È un nostro fermo convincimento, ribadito anche da Gianfranco Fini nel corso dell’ultima Direzione nazionale del Pdl.
È il momento di passare dalle parole ai fatti. E questo è il momento. La crisi internazionale e il debito pubblico italiano hanno costretto il nostro Governo ad effettuare salutari e necessari tagli alla spesa pubblica e al costo della politica.
In questo scenario, sarebbe opportuno riprendere il testo originario della manovra che prevedeva il taglio delle province con meno di 220 mila abitanti. Si può fare di più. Con apposito emendamento in sede di approvazione della manovra, chiederò alla Camera dei Deputati di cancellare le Province con meno di 400 mila abitanti.
Si tratterebbe solo di un primo importante passo in vista di una revisione costituzionale che riesca a cancellare tutte le Province. Non dovremmo fare altro che riprendere una proposta di legge costituzionale presentata da 13 deputati del Pdl. E non sono tutti finiani

 
Difendere la cultura è difendere l’Italia

Giulio Tremonti rappresenta quell’anima rigorista che, si pensi a Carlo Azeglio Ciampi, è stata fondamentale per il passato, il presente e sicuramente anche per il futuro del nostro Paese. La manovra da 24,9 miliardi di euro ha però degli aspetti non condivisibili: la quasi assenza di misure a favore della crescita e soprattutto l’assenza di un’anima politica dietro le scelte solitarie di Tremonti. Per essere chiari: politicamente la manovra non è frutto di scelte condivise. Tremonti ha il diritto-dovere di indicare quanto bisogna tagliare. Ma poi spetta ai partiti, alla politica decidere cosa si debba tagliare. Tremonti indica la cifra e il Pdl e la coalizione devono indicare “cosa” tagliare.

 
Tagliare bene, tagliare di più

La manovra Tremonti serve a tagliare la spesa pubblica e quindi a tranquillizzare – almeno per il momento – i mercati internazionali. Manca quasi del tutto la parte dedicata allo sviluppo, come rilevato giustamente ieri da Emma Marcegaglia. Senza la crescita economica, il rapporto deficit /PIL è destinato a restare alto. Troppo alto. Per questo, dopo aver approvato questa manovra di tagli alla spesa, dovremo iniziare ad affrontare il tema delle riforme strutturali che il nostro Paese attende da troppo tempo. Con l’obiettivo crescita economica.

 
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